N. 180 -
dicembre 2024
A proposito di
2025 L'ANNO GIUBILARE. ANNO DELLA SPERANZA
L'anno giubilare rappresenta per Papa Francesco un’occasione di rinnovare la speranza, una virtù essenziale e perenne, ma spesso accompagnata da incertezze e sofferenze. La speranza è essenziale per affrontare le sfide della vita, e pur nell'imprevedibilità del futuro, ci spinge a guardare al domani con fiducia. Tuttavia, molti oggi si sentono disillusi e vedono il futuro con scetticismo, rendendo urgente la riscoperta della speranza.
Pensando alla speranza, il filosofo francese Charles Péguy la descrive come una virtù "scomoda" e "difficile", in quanto non si limita a presentare ciò che ci manca, ma offre anche la forza per affrontare le difficoltà. La speranza è paragonata a una "bambina orfana", sfuggente e poco considerata, nonostante la sua essenziale importanza per una vita significativa. San Tommaso è uno dei pochi autori che ha trattato a fondo questo tema, ma, nel complesso, la speranza è stata trascurata nella predicazione contemporanea, sostituita da temi più "politicamente corretti" come l'assistenza e la solidarietà.
Questa mancanza di attenzione alla speranza rischia una riduzione del messaggio cristiano a semplice azione umanitaria, perdendo il legame con la dimensione spirituale e la promessa della vita eterna. La carica profetica del cristianesimo non deve essere dimenticata, e le parole di Vladimir Solov’ëv ricordano che ridurre la fede a una mera assistenza sociale significa tradire la vera essenza della speranza.
Papa Francesco, nell'invito all'anno giubilare, sottolinea l'importanza di riscoprire le radici della speranza cristiana, legate indissolubilmente al battesimo. Tradizionalmente, i battisteri hanno forma ottagonale, simbolo di un "ottavo giorno" che rappresenta la risurrezione e l'ingresso in una vita che va oltre il tempo, puntando all'eternità. Questo aspetto del battesimo è fondamentale nel pellegrinaggio cristiano, che mira a una vita senza fine, illuminando ainsi la strada della fede.
La speranza non deve essere ridotta a un'illusione o a una passività; piuttosto, è una forza attiva che ci spinge a lottare contro le ingiustizie e le difficoltà della vita. La sua corretta comprensione è essenziale per evitare che la fede diventi fredda e distaccata. In questo contesto, la speranza è descritta come una "passione aggressiva" che sorge dalla fiducia in Dio e ci motiva a cercare un futuro migliore, pur riconoscendo il peso della sofferenza presente.
Nell'incontro tra speranza e fede, emerge la consapevolezza che senza la speranza, la fede rischia di spegnersi e di diventare sterile. La competenza della speranza si radica nella capacità di lottare per un futuro promettente, facendo appello a ciò che non possiamo gestire con le sole forze umane. In questo modo, la speranza si manifesta in modo autentico, sostenendo il credente nel suo cammino verso un éternità piena di significato.
