N. 169 -
gennaio 2024
Approfondimenti
IA UNA SINTESI LA RIVOLUZIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CI RIGUARDA.
Quella che stiamo vivendo non è altro che la fase iniziale di una rivoluzione informatica e tecnologica che ha lanciato l'intelligenza delle macchine.
Di recente siamo stati costretti ad imparare alcuni termini nuovi come “algoritmo”, “apprendimento automatico” o “modelli linguistici di grandi dimensioni”.
Ma non è tutto, le nuove tecnologie stanno già trasformando le nostre carte in diversi settori, dalla sanità all'industria. Dall'informazione al commercio, ma gli esperti sostengono che le intelligenze artificiali abbiano in serbo altre incredibili potenzialità.
Molti si chiedono cosa ci riserverà il futuro. In questo senso e si parla sempre più spesso non solo di benefici ma anche di pericoli come la dipendenza, la disinformazione, la censura. Ma non c'è solo questo. Le intelligenze artificiali vengono utilizzate per compiere truffe e trovano impiego anche nei conflitti tuttora in corso, ed è per questo che da più parti se ne chiede un'attenta regolamentazione.
Ma cosa sono le intelligenze artificiali? Per quale motivo ultimamente vengono definite generative? Qual è l'impatto di queste nuove tecnologie e quali sono i rischi? A queste domande caosinforma vuole offrire più che qualche improbabile risposta, qualche spunto di riflessione.
Nel dicembre del 2022, la startup californiana Open Air ha aperto un nuovo capitolo nella storia della tecnologia e secondo alcuni anche in quella dell'umanità, presentando un grande modello linguistico alimentato da un'intelligenza artificiale chiamato CHAT GPT.
Non si tratta di un semplice chatbot, ovvero di un programma in grado di rispondere a semplici domande degli utenti, ma di un esempio della cosiddetta intelligenza artificiale generativa, cioè in grado di generare contenuti di pensiero simili a quelli umani, semplicemente sulla base di un addestramento su una vasta quantità di informazioni.
Per la prima volta è diventato possibile interagire direttamente con una potente intelligenza non biologica e anche la maggior parte degli esperti è rimasta sorpresa dalla complessità dei compiti che può svolgere, avendo imparato il linguaggio umano e utilizzandolo in modo abile, esso può fornire informazioni in qualsiasi lingua e su moltissimi argomenti.
La sua caratteristica più sorprendente, tuttavia, è quella di fare ciò in modo creativo, ossia generando contenuti propri. Ed è questa la ragione che ha reso la creazione di OPEN AI un successo senza precedenti. Nel giro di 5 giorni, infatti, un milione di persone si sono iscritte all'applicazione e in due mesi il numero di utenti ha superato i 100 milioni
Ma cos'è l'intelligenza artificiale? Si tratta della capacità di un computer o di un robot controllato da un computer, di eseguire attività comunemente associate agli esseri intelligenti, quali quelle di ragionare, scoprire significati, generalizzare o imparare dalle esperienze passate. Il lungo sviluppo dell'intelligenza artificiale è passato attraverso l'evoluzione della riflessione su come le macchine possano apprendere, accompagnata tuttavia dal recente radicale miglioramento della capacità di calcolo.
L'intelligenza artificiale è stata la prima idea alla quale hanno fatto seguito l'apprendimento automatico e più recentemente le reti neurali e l'apprendimento profondo. Il BASIC MACHINE LEARNING è il primo livello dell'intelligenza artificiale, prevede l'inserimento tradizionale di dati entro il software scritti a mano e dotati di uno specifico insieme di istruzioni per realizzare un compito concreto.
Le reti neurali invece sono una serie di algoritmi modellati sostanzialmente sull'esempio del cervello umano che elaborano i dati, avvalendosi di varie distinti strati, connessioni per riconoscere i modelli e fornire un'analisi predittiva.
Sulla definizione di cosa sia l'intelligenza artificiale, tuttavia, non mancano le difficoltà.
Nel testo Dell'Aja Act dell'Unione europea si parla di intelligenza artificiale come un software sviluppato con una o più delle tecniche elencate in una apposita tabella tecnica,
Ma in forza della riduzione tecnologica che l'informatica compie dell'intelligenza umana per ottenerne parziali funzioni, l'uso migliore del termine. Intelligenza artificiale e sempre al plurale, cioè intelligenze artificiali.
Questa scelta è sostenuta da almeno due motivazioni spiega padre Paolo Benanti, professore di teologia morale presso la Pontificia Università gregoriana.
In primo luogo, Padre Benanti sottolinea la distanza incolmabile tra questi sistemi, per quanto sorprendenti e potenti, e la persona umana. Il plurale indica in tal senso il fatto che le intelligenze artificiali sono solo frammenti diversi che in qualche misura ricordano alcune capacità della persona.
In secondo luogo, il plurale indica una non omogeneità di questi strumenti. I sistemi delle intelligenze artificiali dovrebbero essere sempre visti come sistemi socio tecnici, nel senso che l'impatto dipende non solo dalla progettazione del sistema, ma anche dal modo in cui esso viene implementato e utilizzato. Certo è che le intelligenze artificiali stanno rimodellando per intero l'economia e la società. Il modo in cui votiamo è quello in cui viene esercitato il governo, la maniera in cui i giudici emettono le sentenze, il modo in cui accediamo ai servizi finanziari e la nostra affidabilità creditizia, i prodotti e i servizi che acquistiamo, le abitazioni, i mezzi di comunicazione che utilizziamo.
Le notizie che leggiamo, la traduzione automatica di voce e di testo, le intelligenze artificiali progettano le nostre auto, aiutano a guidarle, e a orientarle sul territorio, stabiliscono come ottenere un prestito per comprarle decidono quali strade vadano riparate, accertano se abbiamo violato il codice stradale. Che ci fanno sapere pure se avendolo fatto dovremmo finire in prigione.
Questi sono soltanto alcuni dei numerosi rapporti delle intelligenze artificiali già in atto. Se i benefici dell'utilizzo delle intelligenze artificiali sembrano essere molti, non mancano i rischi.
CHAT GPT per esempio, a volte afferma falsità.
Il problema sembra non essere risolvibile in maniera definitiva. Inoltre, è spaventosamente facile usare la nuova invenzione per commettere frodi, producendo per esempio una quantità impressionante di immagini, suoni e video falsi. Quello che viene comunemente chiamato Deep fake.
Utilizzando le intelligenze artificiali per imitare la voce di una persona o creare un avatar in movimento. La stessa truffando così parenti ignari. Ma la minaccia maggiore non sembra essere quella delle frodi, bensì delle intelligenze artificiali che imitano le relazioni intime con le persone reali, robot che fanno finta di capirci senza avere vera capacità di compassione, falsificando così le relazioni umane reali
Secondo il filosofo americano Daniel Dennett non si tratta affatto di uno scherzo, ma di una vera e propria minaccia, la nostra civiltà. Filosofi, teologi, storici, avvocati, economisti, però sono ancora divisi su cosa effettivamente stia accadendo con l'ingresso delle intelligenze artificiali nella nostra cultura. Alcuni cercano di sminuire la portata di tali accadimenti, affermando che si tratta solo di un altro miracolo di breve durata. Altri vanno nella direzione diametralmente opposta, paragonando alla diffusione dell'intelligenza artificiale e generativa non solo all'invenzione del fuoco della ruota o della scrittura, ma un nuovo inizio dell'evoluzione, quella inorganica, che per loro rappresenta una nuova singolarità e anticipa un futuro, inevitabilmente apocalittico.
Secondo alcuni esperti, inoltre, l'innovazione tecnologica aperta sta armando i terroristi di domani e l'utilizzo delle intelligenze artificiali nei recenti conflitti stanno largamente confermando queste preoccupazioni.
Sebbene tutti i principali protagonisti della rivoluzione digitale si dicano consapevoli degli anzi rischi insiti nella manipolazione di tali tecnologie da parte di malintenzionati, le dichiarazioni di buona volontà ormai non sembrano più essere sufficienti. Per tali ragioni, la regolamentazione in questo ambito sta diventando un tema urgente. Oggi i vari paesi, organizzazioni internazionali stanno lavorando in questo senso da un punto di vista generale, uno degli aspetti fondamentali e la necessità di bilanciare innovazione, sicurezza.
Le normative devono essere progettate in modo da promuovere lo sviluppo responsabile e sicuro di queste tecnologie. Senza soffocare l'innovazione o creare barriere ingiustificate all'ingresso nel mercato per le nuove imprese, questa riflessione deve necessariamente svolgersi in un contesto di collaborazione globale per prevenire situazioni in cui le aziende si trasferiscano in paesi con regolamentazioni meno rigorose. Inoltre, la regolamentazione delle intelligenze artificiali non può essere un processo statico, ma deve essere sempre in grado di adattarsi alle evoluzioni tecnologiche.
Per questo ho un approccio interdisciplinare che includa le discipline umanistiche, oppure la teologia è l'unica via per sviluppare soluzioni che siano veramente efficaci.
Le intelligenze artificiali sembrano poter migliorare diversi aspetti della vita quotidiana tuttavia, oltre alle preoccupazioni relativamente all’utilizzo di queste nuove tecnologie, è sempre più evidente che legittime preoccupazioni riguardino anche importanti questioni di giustizia sociale.
