N. 190 -
ottobre 2025
Dal territorio
LA PALESTINA CI PARLA
Ogni giorno, al Centro La Tenda, incontriamo storie di chi ha lasciato la propria terra in cerca di pace. Ma cosa significa davvero “pace” per chi è costretto a migrare? E cosa ci insegna la storia del popolo palestinese?
Una storia che ci riguarda
La Palestina non è solo un luogo lontano. È il simbolo di un popolo che da decenni vive l’esilio, la perdita della casa, l’attesa di un futuro possibile. È la storia di milioni di persone che, come tanti migranti che accogliamo, portano nel cuore ferite invisibili e speranze ostinate.
Pace non è solo silenzio
La pace non è solo assenza di guerra. È poter vivere senza paura, avere una casa, un lavoro, una scuola per i propri figli. È poter restare, ma anche poter partire senza perdere sé stessi. È dignità. E quando questa manca, la migrazione diventa un grido che chiede ascolto.
Accogliere è costruire ponti
Accogliere chi arriva da lontano – anche da terre come la Palestina – non è solo un gesto di solidarietà. È un atto politico, umano, profondo. Significa dire: “La tua storia conta. Il tuo dolore non è invisibile. La tua presenza arricchisce la nostra comunità.”
Una geografia della cura
Nel nostro piccolo, ogni giorno proviamo a costruire una “geografia della cura”: fatta di ascolto, di relazioni, di spazi dove le persone possano ritrovare sé stesse. Perché ogni migrante porta con sé un mondo. E ogni mondo merita rispetto.
