N. 162 -
giugno 2023
La Parola della Domenica
LA PORTA DA VARCARE
Riproponiamo di seguito la sintesi della riflessione di Don Nicola sul brano evangelico dell'Evangelista Giovanni (Gv 10,1-10) [il brano evangeelico è riportato, in fondo all'articolo].
In fondo la sollecitazione che ci proviene dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10) può corrispondere ad una porta da varcare.
Difatti, il brano evangelico riguarda l’importanza di varcare la porta dalla parte giusta e di riconoscere la necessità di accogliere la sollecitazione a non rimanere al chiuso dei nostri recinti mentali.
Ma anche di riconoscere la nostra vita, nella sua complessità (ben lontana dall’immagine bucolica del gregge mansueto che si fa condurre dal suo pastore) che alterna smarrimenti e cadute a ritrovamenti e riprese.
Una vita comunque caratterizzata dalla necessità dello stare insieme, del riconoscere un cammino comune, da percorrere insieme facendo tesoro anche delle diversità, delle contrarietà, dei conflitti ma anche della caducità e delle risorse di ciascuno di noi.
Il nostro Don Nicola ha posto molto l’accento sulla importanza di riconoscere il valore della porta, sia di quella d’ingresso ovvero della nascita attraverso il grembo materno ma anche, e forse soprattutto, quella di quella della morte che, come Cristo ci ha insegnato, è anch’essa una porta da varcare per nascere veramente. In fondo la sollecitazione che ci proviene dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10) può corrispondere ad una porta da varcare.
Difatti, il brano evangelico riguarda l’importanza di varcare la porta dalla parte giusta e di riconoscere la necessità di accogliere la sollecitazione a non rimanere al chiuso dei nostri recinti mentali. Non possiamo cambiare strada proprio adesso. Anzi, proprio adesso, dobbiamo rimanere fermi e riconoscere, grazie al nostro Buon Pastore, la strada sicura che può condurci oltre la paura, a riscoprirci gregge capace di fare squadra.
IL BRANO EVANGELICO (Gv 10,1-10)
1 «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
7Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
v. La Gallery delle "PORTE" del Centro La Tenda
