089 481820 - Via Cristoforo Capone, 59 Salerno info@caosinforma.it
N. 161 - maggio 2023
Approfondimenti

UCRAINA UN PAESE DIVISO DA SECOLI RUSSIA Le cause remote della guerra 

 L’Ucraina è un Paese culturalmente diviso da secoli. La linea di  demarcazione è il corso del Dniepr, in mezzo al territorio. Il Trattato di Andrusovo, firmato nel 1667, divide l’attuale territorio dell’Ucraina in due:  a est il territorio è stato dominato dai Russi ,  a ovest dalla Polonia  Tre secoli di storia non si cancellano per un desiderio d’Europa, tanto  più che l’uso delle lingue ha confermato questa divisione.


Nel XIX secolo si parlavano sei lingue a ovest del Dniepr, e una sola a  est, il russo. Non a caso, nella storiografia viene spesso collocata nel  cuore dell’Ucraina la linea di rottura tra la civiltà occidentale e la  civiltà ortodossa.

La fine del regime zarista e l’annessione all’URSS

La fine del regime zarista nel 1917 è l’occasione di una espressione forte  da parte dei nazionalisti ucraini, mentre Nicola II e i suoi predecessori  avevano annientato senza pietà i movimenti di indipendenza.

Ma i  bolscevichi sono presenti anche a Kiev. Una vera e propria guerra civile,  in cui è molto attivo ciò che resta delle truppe zariste, fortemente anti ucraine, viene vinta infine dai sostenitori di Mosca nel 1920.

L’Ucraina viene annessa all’Urss nel 1922, con un cambiamento  di regime sociale, soprattutto nelle campagne.

Gli eventi peggiori si verificano nel 1929-33 e sono legati alla  presenza sovietica: la carestia, che ha causato circa 4 milioni di  vittime, è il frutto di una collettivizzazione forzata da parte di Mosca,  quando l’Ucraina era solo una delle Repubbliche socialiste sovietiche. Il  popolo se ne ricorderà durante la seconda guerra mondiale.

Questa guerra ha lasciato tracce di un’altra grande tragedia: 8  milioni di vittime. Ma le due parti del Paese non hanno vissuto la  stessa guerra, perché i nazisti hanno pensato di potersi annettere  l’ovest del Dniepr, con la popolazione che li accoglieva come  liberatori: 150.000 soldati ucraini dell’ovest si sono arruolati  nelle Waffen-SS.  A est è guerra di sterminio, con la distruzione completa di  numerosi villaggi.

La guerra continuerà fino alla fine degli anni Quaranta con Nikita Kruscev.

1991 Il momento dell’indipendenza. La fine della tutela di Mosca e nello stesso tempo la fine del regime socialista  liberano tutte le forze in campo, senza più nessun controllo esterno.  Possono essere fatti dei paralleli con lo smantellamento della Iugoslavia  negli anni Novanta: a lungo il dominio di Tito e del regime comunista  avevano cancellato le differenze etniche e religiose del Paese. Qui si tratta di  una opposizione più semplice tra le culture ucraina e russa sullo stesso  territorio: opposizione che era stata dimenticata finché l’Ucraina rimaneva  solidamente nel grembo dell’Urss. Essa si cristallizzava sulle alleanze future  del Paese, sia con la Russia che con l’Unione europea.

L’esitazione del Paese tra questi due poli — russo ed europeo —, sancita da  voti in cui la maggioranza era sempre molto esigua, ha potuto a lungo far  credere alla possibilità di un equilibrio e di un riavvicinamento.

La posta in gioco è importante sia per la Russia sia per l’Europa,  perché l’Ucraina è un Paese con ricche potenzialità  agricole e industriali su un vastissimo territorio.  In compenso la sua popolazione è in calo, come nella  maggioranza dei Paesi dell’Est dell’Europa, compresa la Russia.

La sua popolazione di 45 milioni di abitanti nel 2013 si prevede  debba diminuire.  Questo calo importante sul lungo periodo si spiega con il di  natalità (1,5 bambini per donna), con l’emigrazione verso l’estero  e con l’assenza di immigrazione.