N. 161 -
maggio 2023
Approfondimenti
UCRAINA UN PAESE DIVISO DA SECOLI RUSSIA Le cause remote della guerra
L’Ucraina è un Paese culturalmente diviso da secoli. La linea di demarcazione è il corso del Dniepr, in mezzo al territorio. Il Trattato di Andrusovo, firmato nel 1667, divide l’attuale territorio dell’Ucraina in due: a est il territorio è stato dominato dai Russi , a ovest dalla Polonia Tre secoli di storia non si cancellano per un desiderio d’Europa, tanto più che l’uso delle lingue ha confermato questa divisione.
Nel XIX secolo si parlavano sei lingue a ovest del Dniepr, e una sola a est, il russo. Non a caso, nella storiografia viene spesso collocata nel cuore dell’Ucraina la linea di rottura tra la civiltà occidentale e la civiltà ortodossa.
La fine del regime zarista e l’annessione all’URSS
La fine del regime zarista nel 1917 è l’occasione di una espressione forte da parte dei nazionalisti ucraini, mentre Nicola II e i suoi predecessori avevano annientato senza pietà i movimenti di indipendenza.
Ma i bolscevichi sono presenti anche a Kiev. Una vera e propria guerra civile, in cui è molto attivo ciò che resta delle truppe zariste, fortemente anti ucraine, viene vinta infine dai sostenitori di Mosca nel 1920.
L’Ucraina viene annessa all’Urss nel 1922, con un cambiamento di regime sociale, soprattutto nelle campagne.
Gli eventi peggiori si verificano nel 1929-33 e sono legati alla presenza sovietica: la carestia, che ha causato circa 4 milioni di vittime, è il frutto di una collettivizzazione forzata da parte di Mosca, quando l’Ucraina era solo una delle Repubbliche socialiste sovietiche. Il popolo se ne ricorderà durante la seconda guerra mondiale.
Questa guerra ha lasciato tracce di un’altra grande tragedia: 8 milioni di vittime. Ma le due parti del Paese non hanno vissuto la stessa guerra, perché i nazisti hanno pensato di potersi annettere l’ovest del Dniepr, con la popolazione che li accoglieva come liberatori: 150.000 soldati ucraini dell’ovest si sono arruolati nelle Waffen-SS. A est è guerra di sterminio, con la distruzione completa di numerosi villaggi.
La guerra continuerà fino alla fine degli anni Quaranta con Nikita Kruscev.
1991 Il momento dell’indipendenza. La fine della tutela di Mosca e nello stesso tempo la fine del regime socialista liberano tutte le forze in campo, senza più nessun controllo esterno. Possono essere fatti dei paralleli con lo smantellamento della Iugoslavia negli anni Novanta: a lungo il dominio di Tito e del regime comunista avevano cancellato le differenze etniche e religiose del Paese. Qui si tratta di una opposizione più semplice tra le culture ucraina e russa sullo stesso territorio: opposizione che era stata dimenticata finché l’Ucraina rimaneva solidamente nel grembo dell’Urss. Essa si cristallizzava sulle alleanze future del Paese, sia con la Russia che con l’Unione europea.
L’esitazione del Paese tra questi due poli — russo ed europeo —, sancita da voti in cui la maggioranza era sempre molto esigua, ha potuto a lungo far credere alla possibilità di un equilibrio e di un riavvicinamento.
La posta in gioco è importante sia per la Russia sia per l’Europa, perché l’Ucraina è un Paese con ricche potenzialità agricole e industriali su un vastissimo territorio. In compenso la sua popolazione è in calo, come nella maggioranza dei Paesi dell’Est dell’Europa, compresa la Russia.
La sua popolazione di 45 milioni di abitanti nel 2013 si prevede debba diminuire. Questo calo importante sul lungo periodo si spiega con il di natalità (1,5 bambini per donna), con l’emigrazione verso l’estero e con l’assenza di immigrazione.
