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N. 194 - gennaio 2026
Dal territorio

ULISSE: un’esperienza che ha aperto nuove strade per il Centro La Tenda

 

Quando il Centro La Tenda decise di avviare il Servizio Ulisse, compì un passo che avrebbe segnato  la sua storia. L'attenzione dell’organizzazione si estese con maggiore determinazione  oltre l’ambito della tossicodipendenza, aprendosi a forme di disagio psicologico e relazionale che, fino ad allora, non avevano trovato risposte soddisfacenti nei servizi pubblici. Ulisse divenne così il luogo in cui il Centro iniziò a prendersi cura di persone e famiglie alle prese con difficoltà importanti, spesso complesse, che richiedevano ascolto, competenza e percorsi personalizzati.

Un servizio nato da una visione nuova

Il Servizio Ulisse fu costruito su un’idea semplice ma rivoluzionaria: la psicodiagnosi non doveva essere un’etichetta, ma uno strumento per comprendere e accompagnare. Si  raffiorzò così un approccio integrato, capace di coniugare rigore scientifico e attenzione alla persona, e fondato sulla convinzione che ogni individuo possedesse risorse e potenzialità da valorizzare.

La psicodiagnosi, in questo quadro, veniva utilizzata per delineare profili psicologici completi, capaci di illuminare tanto le fragilità quanto le parti sane, e di orientare percorsi di crescita e cambiamento.

L’apertura a nuovi bisogni

Il Centro La Tenda iniziò a incontrare forme di sofferenza non legate alla dipendenza da sostanze:

  • difficoltà relazionali e familiari,

  • disturbi emotivi e comportamentali,

  • disagi evolutivi,

  • situazioni di vulnerabilità sociale,

  • crisi di coppia e genitorialità in difficoltà.

Molte persone e famiglie, che non avevano trovato ascolto adeguato nei servizi territoriali, trovarono in Ulisse uno spazio accogliente, competente e non giudicante.

Un impulso decisivo allo sviluppo del Centro

Grazie al lavoro psicodiagnostico e clinico, divenne evidente che non tutti i percorsi di cura dovessero coincidere con la residenzialità in comunità terapeutica. Molti utenti necessitavano di interventi diversi, più flessibili, più aderenti alla loro storia e ai loro bisogni.

Correlati a questa esperienza, presero forma i Progetti Formativi Individualizzati (PFI): percorsi su misura, costruiti attorno alla persona, che integravano dimensioni psicologiche, educative, sociali e formative.

Parallelamente, il Centro sviluppò il modello organizzativo a matrice, che permise di coordinare competenze diverse e di articolare interventi complessi in modo coerente e condiviso. Ulisse, con la sua pratica integrata, fu uno dei laboratori in cui questo modello prese forma e si consolidò.

Un’eredità ancora viva

Guardando oggi a quella esperienza, è chiaro quanto Ulisse abbia rappresentato un punto di svolta. Ha ampliato l’orizzonte del Centro La Tenda, ha introdotto nuovi strumenti e nuove sensibilità, ha permesso di incontrare persone che altrimenti sarebbero rimaste ai margini.

Soprattutto, ha insegnato che la cura non è mai un percorso standard, ma un cammino che si costruisce insieme, passo dopo passo, a partire dall’ascolto profondo della persona e della sua storia.

Ulisse ha lasciato un segno duraturo: ha aperto strade, ha generato innovazione, ha reso possibile una nuova idea di accoglienza e di accompagnamento. Un’esperienza che continua a nutrire il presente e a orientare il futuro del Centro La Tenda.