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N. 181 - gennaio 2025
Approfondimenti

DAL PALAZZOLO ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA

DAL PALAZZOLO A LA TENDA NEL SEGNO DELLA CONTINUITA'

La nuova sfida del Centro La Tenda La responsabilità assunta dal Centro La Tenda per la formazione dei minori, riaffermata con l’acquisto recente dell’Istituto “Palazzolo” di Piazza del Galdo, di Mercato San Severino è una grande occasione. Fedele alla sua mission di sviluppo sociale in favore delle persone svantaggiate, il Centro La Tenda ancora una volta mette in pratica la sua filosofia di intervento: “imparare e disimparare continuamente”. E per questo ha deciso di cimentarsi in una sfida nuova, importante, impegnativa, ma provvidenziale. Difatti il nuovo obiettivo invita e in qualche modo costringe tutti noi ad impegnarci su un terreno che va oltre i confini consolidati del nostro saper fare e ci spinge ad integrare nuove metodologie, nuove risorse, nuovi profili professionali, ma anche una nuova imponente struttura da gestire per radicare l’impegno in favore dei minori con il coinvolgimento del territorio.

Ma è una sfida che non ci coglie impreparati. Ci aiuta infatti a rendere sempre più concreto il modello organizzativo, proposto da qualche anno per ottimizzare le risorse e le professionalità di processo del Centro La Tenda e puntare sempre più sull’indispensabile “lavoro di squadra” nonché sulla integrazione fra le diverse Aree operative del Centro La Tenda. Una sfida che non prevede o meglio non consente un atteggiamento passivo, e che ci costringe ad utilizzare nuove risorse per la crescita continua al servizio della comunità e dei più poveri in particolare. Rappresenta, in altri termini, la sintesi, provvisoria beninteso, di un processo iniziato da tempo. Esso infatti vede convergere, in questa nuova “avventura”, diverse linee di sviluppo. Che riguardano aspetti organizzativi, formativi, economici, psicoeducativi, territoriali, lavorativi e spirituali tutti chiamati in causa per disegnare un nuovo fronte di impegno comune e un nuovo futuro. caosinforma intende contribuire ad affrontare questa nuova importante scommessa, consapevole della necessità di affiancare l’assetto operativo con qualche riflessione e approfondimento, proposta operativa che può rendere più efficace e consapevole il contributo di ciascuno. In tale ottica proponiamo Una riflessione sui metodi educativi, con particolare riferimento al metodo Montessori, già adottato dall’Istituto Palazzolo da integrare nei nostri processi formativi per i minori. Qualche spunto di riflessione ricavato dalle parole del Santo Padre relativamente alle proposte per i giovani affinché riscoprano il valore della religione, della spiritualità ovvero: le “sette colonne” del pensiero educativo di Papa Francesco VEDI ANCHE il n.153 di caosnforma


L'ISTITUTO PALAZZOLO: UN PO' DI STORIA

La presenza delle Suore delle Poverelle a Piazza del Galdo iniziò grazie a Mons. Caiazzo, il quale offrì il terreno su cui fu costruito l'edificio, inaugurato il 16 marzo 1958. Fin da subito, le suore avviarono un servizio carismatico attraverso un orfanotrofio maschile e un asilo infantile, espandendo poi le attività con una scuola di cucito, un oratorio festivo e una scuola di catechismo. Nel 1958, fu istituita una pluriclasse con insegnante statale per gli interni, che durò fino al 1972. Negli anni, le suore ampliarono la loro azione pastorale anche all'esterno, offrendo supporto agli ammalati e agli anziani, e a partire dal terremoto del 1980, accolsero anche mamme con bambini, fornendo accoglienza provvisoria a persone in difficoltà. Dal 1984, la casa fu aperta a gruppi di giovani per giornate di ritiro. Dopo la ristrutturazione iniziata nel 1986, le opere continuarono con l'inserimento di volontari e famiglie di Salerno, che collaboravano turnandosi tra i minori. Nel 2003, secondo le linee legislative della Regione Campania, l'IEA fu trasformata in comunità di tipo familiare con "La Crisalide" per minori dai 3 ai 10 anni e "I Delfini" per pre-adolescenti e adolescenti, solo femmine. Le suore, con l'aiuto di personale laico, continuarono a gestire la Scuola Materna, che accoglieva circa cinquanta bambini, e parteciparono attivamente nelle attività di catechesi e liturgia della parrocchia. Dal 2009, per mancanza di richieste da parte dei Comuni, il servizio per i minori terminò, e alcuni locali furono destinati a studentesse universitarie fuori sede.