N. 158 -
febbraio 2023
A proposito di
I GIOVANI E LA FEDE
La situazione, a livello planetario, è molto differenziata, sia per quanto riguarda il diverso tasso di natalità, la storia e le tradizioni religiose dei vari popoli, sia per quanto riguarda la diversa sensibilità dovuta alla differenza di genere presso le numerose culture e società. Ma il comune denominatore delle culture giovanili rimane sempre quello della rapidità dei processi di cambiamento propri del mondo contemporaneo, che si abbina alla crescita dell'incertezza, alla vulnerabilità, al malessere sociale e alla difficoltà economica, nonché al fenomeno della disoccupazione, dello sfruttamento e dell'aumento di rifugiati e migranti. Il mondo contemporaneo è inoltre segnato, sottolinea il testo, da una cultura "scientista" dominata dalla tecnica e dalla sue promesse, che però a sua volta comporta forme di tristezza e solitudine che si moltiplicano, aggravate da una ricerca esasperata del profitto che conduce allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e al conseguente pericolo per le future generazioni. Società che sono sempre più multietniche e multireligiose, rischiando il disorientamento e il relativismo culturale. Il che richiede sempre più ascolto, rispetto, dialogo.
Chi è giovane oggi vive una condizione molto diversa dalla generazione precedente, mentre le trasformazioni economiche e sociali comportano un cambiamento altrettanto forte di desideri, bisogni, sensibilità e relazioni.
La globalizzazione rende i nostri giovani per molti versi omogenei, mentre nei contesti locali le specificità incidono nel processo di socializzazione e di costruzione della loro identità, soprattutto, ad esempio, per gli immigrati di seconda generazione o dei figli di coppie cosiddette miste sotto il profilo etnico e religioso. Inoltre, in molte parti del mondo i giovani sperimentano condizioni particolarmente dure, nelle quali risulta loro molto difficile compiere autentiche scelte di vita.
Giovani in situazione di povertà e di esclusione, senza genitori o famiglia, privati dei più elementari diritti e di ogni minimo esercizio di libertà; giovani di strada e di periferia, disoccupati, sfollati e migranti che finiscono per diventare vittime di sfruttamento, tratta e schiavitù, o per essere arruolati in bande criminali. Bambine promesse spose contro la loro volontà, che dall'infanzia all'età adulta passano troppo in fretta, senza alcuna possibilità di scelta. Tuttavia, qualunque sia la loro condizione, essi difficilmente si percepiscono come una categoria svantaggiata o debole o come destinatari passivi di programmi politici o pastorali. Essi recepiscono favorevolmente gli stimoli, in mancanza dei quali rischiano di "rinunciare a desiderare, sognare e progettare", come nel caso dei NEET (cioè giovani non impegnati né nello studio né nel lavoro né nella formazione professionale). Giovani che avvertono però la necessità di confrontarsi con figure di riferimento vicine, credibili, coerenti ed oneste e che hanno bisogno di occasioni e luoghi d'incontro in cui potersi relazionare con gli altri, entrando in sintonia con le persone incontrate e ove possibile offrano e ricevano sostegno e aiuto.
La cultura dominante che li circonda è spesso in contrasto con i valori evangelici e le moderne tecnologie li proiettano in un mondo virtuale che produce però effetti molto reali, offrendo loro molte opportunità ma anche molti rischi.
In tale situazione diventano indispensabili dei validi strumenti culturali, sociali e spirituali affinché non si finisca col subire il cambiamento anziché guidarlo, per la paura di sbagliare. Rischiare dunque, come dice Papa Francesco, è ciò che serve ai giovani in cammino, che "sbaglierebbero di più se rimanessero fermi". E in questo difficile cammino i ragazzi di oggi continuano ad essere in gran parte affascinati dalla figura di Gesù e dalla Buona Notizia da Lui proclamata. Così, nonostante il disagio economico e sociale di molte famiglie, l'emergenza educativa e sociale e i divari culturali e religiosi che spesso generano discriminazioni ed esclusioni non facilmente risolvibili, essi sono quasi sempre disposti a vivere da protagonisti positivi la loro condizione e sono aperti alla sfida e al cambiamento necessario per l'affermazione di un nuovo modello di sviluppo.
PER APPROFONDIRE :I GIOVANI E IL LORO FUTURO. UNA RICERCA di GIAN PAOLO SALVINI (tratto da Civiltà Cattolica)
