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N. 171 - marzo 2024
A proposito di

IL PARADOSSO DELLA PACE ARMATA.

Riflessioni a margine delle dicharazioni della Presidente della Commuìissione Europea Ursula Von Der Leyen (riportate qui sotto)

Da Von der Leyen l'accenno - forse quasi inedito - ad un complessivo contesto che sta riportando il vecchio continente tra le brume di conflitti globali: "Negli ultimi anni abbiamo vissuto nell'illusione di una pace - così la Presidente - Putin ha usando questo dividendo frutto della pace per una nuova guerra.  I rischi di una guerra non dovrebbero essere esagerati, ma bisogna prepararsi. E tutto ciò inizia con l'urgente necessità di  ricostruire, rifornire e modernizzare le forze armate degli Stati  membri. L'Europa dovrebbe sforzarsi di sviluppare e produrre la  prossima generazione di capacità operative vincenti. E di garantire  che disponga della quantità sufficiente di materiale e della  superiorità tecnologica di cui potremmo aver bisogno in futuro. Il che significa potenziare la nostra capacità industriale della difesa nei  prossimi cinque anni".

"Usare beni russi congelati per armi a Kiev"
"È tempo di discutere dell'utilizzo dei profitti inaspettati dei beni russi congelati per acquistare congiuntamente equipaggiamenti militari per l'Ucraina. Si tratta di un'assunzione di responsabilità da parte dell'Europa per la propria sicurezza". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al Pe. "La semplice verità è che non possiamo permetterci il lusso di stare tranquilli. Non abbiamo il controllo sulle elezioni o sulle decisioni in altre parti del mondo. Con o senza il sostegno dei nostri partner, non possiamo permettere che la Russia vinca", ha sottolineato. 

Una "crescente e inquietante lega di leader autoritari"
Ora, così Von Der Leyen, "stiamo assistendo alla potenza e ai pericoli legati ad una crescente e inquietante lega di leader autoritari. La Corea del Nord sta consegnando alla Russia ordini su ordini di munizioni. L'Iran sta fornendo droni d'attacco, e, cosa fondamentale, c'è anche la tecnologia che li sostiene, per infliggere danni incalcolabili alle città e ai cittadini ucraini." La Presidente poi cita gli elementi destabilizzanti emersi dalla guerra di Gaza, che portano conseguenze "su larga scala in Medio Oriente ed indicano un'era di insicurezza e di conflitto nella regione".

IL COMMENTO

C'è un'evidente e drammatica contradizione nelle recenti dicharazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riguardo alla preparazione per la guerra. Cercherò di spiegarlo in modo semplice.

 I vaccini servono per proteggerci dalle malattie, come il COVID-19. Le armi, invece, sono strumenti per combattere in una guerra.

La signora von der Leyen ha detto che dobbiamo fare come con i vaccini: unire le forze per prepararci alla guerra. Ma aspetta, perché dovremmo prepararci per una guerra? Ecco il punto interessante: lei pensa che la pace non sia sempre garantita. Quindi, mentre cerchiamo di proteggerci dalle malattie, dobbiamo anche essere pronti a combattere contro nemici reali, come la Russia.

Ma qui c’è un paradosso: stiamo cercando di curarci per ucciderci meglio?  Le parole stanno perdendo il loro significato. La guerra non dovrebbe essere uno strumento di salute pubblica, ma sembra che alcune persone la vedano così.

In ogni caso, è importante capire che la pace è preziosa e non dovremmo correre a produrre armi senza una buona ragione. Alcuni leader stanno alzando i toni della guerra, ma dobbiamo ricordare che sono i soldati a rischiare la vita, non i capi di Stato.

Quindi, in breve, la signora von der Leyen sta dicendo che dobbiamo prepararci per la guerra, proprio come ci prepariamo per le malattie. Ma è un argomento complesso e controverso, e molti di noi sperano ancora in una pace duratura .