N. 171 -
marzo 2024
Dal territorio
NON SOLO DROGA E ALCOLICI... L'intervista de Il Mattino
NON SOLO DROGA E ALCOLICI. AVANZA IL GIOCO D’AZZARDO.
L’intervista de “Il Mattino”, a cura di Monica Trotta
Cannabis, cocaina, alcol, sono queste le sostanze a cui sempre più ricorrono i minori e che spesso diventano vere e proprie dipendenze. L'arresto di due giovanissimi per spaccio di hashish ha fatto emergere una realtà poco indagata. Minori che a volte spacciano per compare gli spinelli e poi consumano bevono alcol precocemente fin dai dodici-tredici anni, fanno anche uso di cocaina.
Che effetto fanno questi dati?
Non mi stupiscono nel senso che andrò a spiegare. Data la situazione che stiamo vivendo questi fenomeni trovano un'ampia spiegazione. I ragazzi sono lasciati un po' a se stessi o tutt'al più al monopolio dei social e quindi di messaggi negativi e superficiali. Manca una proposta educativa condivisa, manca un'azione fatta dagli adulti che cerchi di dare risposte ai loro bisogni».
Alcol, spinelli, cocaina: sono queste le dipendenze più pericolose?
Aggiungerei anche il gioco d’azzardo che sta prendendo piede tra i giovani, una nuova dipendenza che è altrettanto, pericolosa e sicuramente merita un'attenzione particolare anche perché è un fenomeno abbastanza nuovo ed anche gli operatori devono prepararsi. Poi ci sono il cellulare, la televisione, i video, i social, che rappresentano quasi un’appendice che ogni ragazzo si porta appresso. Creano un disinteresse per i rapporti veri tra le persone, c'è uno spostamento sulla rete di rapporti che andrebbero coltivati nella realtà. Non è ancora una dipendenza conclamata però ci sono i presupposti che. diventi un'ulteriore forma di isolamento sociale. Il problema non possiamo vederlo però solo a valle, nasce a monte. Famiglie abbandonate, contesti sociali senza una presenza educativa forte: il problema va affrontato, secondo me, all'origine».
Da cosa nasce questa esigenza di consumare così precocemente sostanze che possono creare dipendenza?
Il senso di vuoto che avvertono segnato dalla mancanza degli adulti: non c'è più una responsabilità condivisa tra tutti gli attori adulti. Una volta la scuola, la famiglia, le associazioni facevano un’azione condivisa, con scambi frequenti queste tra queste che sono a tutti gli effetti sono a tutti gli effetti, delle agenzie educative. Adesso la non mi risulta che ci sia, oppure tutto è legato ad una sola istituzione: la scuola, che è caricata eccessivamente di responsabilità. I giovani sono attratti da proposte positive, quello che andrebbe fatto anziché allarmarsi rispetto alle situazioni negative. Il problema, come dicevo prima è monte non a valle.
Come operare nel concreto per fare prevenzione?
«Occorre creare una sinergia tra agenzie formative diverse per cui - come dice anche il Papa - c'è bisogno di un patto educativo globale, un patto condiviso che permetta di fronteggiare insieme quel fenomeno che non può essere lasciato all'improvvisazione o alla scuola. Mettere insieme gli adulti per provare a dare una risposta condivisa. Noi abbiamo anticipato questo ragionamento: il Centro La Tenda si è mosso da tempo in questa logica cercando di mettere insieme un lavoro di squadra fatto anche con altre associazioni per creare energie ed una sorta di cooperazione fra le varie realtà. I ragazzi devono essere aiutati a riconoscere che ci sono delle figure, delle organizzazioni che si possono far carico di loro prima che diventino problematiche le foro abitudini. Abbiamo aperto di recente una scuola a Mercato San Severino, l'ex Istituto Palazzolo, che si occupa di minori. Intorno a questo istituto abbiamo si cominciai ad avviare un sistema formativo integrato con una collaborazione con il territorio, sull'onda e sulla scorta di quello che abbiamo fatto anche in altri contesti.
