N. 159 -
marzo 2023
A proposito di
IL RUOLO DEI VALORI
Le abilità decisive per la relazione nel lungo periodo possono essere ricomprese nella più generale categoria dell’impegno. Più alto è il livello dell’impegno e della soddisfazione conseguita, maggiore è la consistenza della coppia nel corso del tempo.
Introdurre l’impegno nella relazione coniugale significa considerare l’amore in termini di affetto e non di emozione, intensa, ma di breve durata: l’affetto può esprimere il meglio di sé quando è unito alla conoscenza, alla volontà e ai valori che le ispirano.
L’amore può essere comandato dall’imperativo («Amami!»). È un imperativo unito alla valutazione e al sentimento, e spinge l’amato a compiere quanto è in suo potere, e che non potrebbe mai essere comandato da una legge.
Si tratta evidentemente di un amore integrato, non limitato alla passione passeggera o a un mero atto di volontà: è l’espressione più bella e stabile dell’unione tra valutazione, affetto e decisione, fino al dono di sé.
La capacità di integrare la dimensione affettiva e valutativa è fondamentale per le scelte di vita, per la fedeltà ad esse e la capacità di coinvolgersi in profondità, per amare e rimanere nell’amore, affrontando quanto possa rendere imprevedibile, frustrante, conflittuale e faticosa la scelta compiuta.
Si ama l’altro/a non solo per la gratificazione che se ne può ricavare, ma perché è lui/lei, mostrando una fedeltà che supera il dato immediato dell’innamoramento o della simpatia superficiale, capace di perseverare in tali scelte, affrontando la durata e il logorio del tempo.
L’amore può essere la conseguenza di un impegno e di una decisione che gli consentono di durare nel corso degli anni. Queste sono d’altronde anche le caratteristiche dell’affetto che i figli chiedono ai propri genitori: che esso non sia a tempo, ma stabile, personale, unico.
Senza un tale affetto, essi si sentono deprivati della loro infanzia e della capacità di dare fiducia, soprattutto di spendersi per qualcosa di bello.
