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N. 161 - maggio 2023
A proposito di

LE GUERRE COSIDDETTE GIUSTE

Con la fine della «guerra fredda», La fine della guerra fredda convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) viene anche sancito l'inizio  la dissoluzione  della controversa questione del principio e della pratica dell’intervento umanitario, praticato in alcuni casi già nel XIX secolo, e che ritorna nuovamente alla ribalta della storia contemporanea.

A partire dagli anni Novanta la fine della paralisi del Consiglio di Sicurezza, a causa della contrapposizione su molti dossier internazionali tra Usa e Urss, coincide con numerose gravi violazioni dei diritti fondamentali nel contesto di guerre civili, o in Stati in cui il potere e le istituzioni erano collassati19.

In diverse occasioni il Consiglio di Sicurezza aveva dato mandato ad alcuni Stati leader di intraprendere, nel pieno rispetto delle norme internazionali, interventi umanitari per riaffermare i diritti umani minacciati o violati.

Ricordiamo sei grandi crisi internazionali in cui fu concesso il «mandato» di un intervento armato per motivi umanitari:

 

La Storia si ripete, cambiano soltanto i nomi, non la logica che sottende al richiamo alla guerra “giusta” o “necessaria”. E tutti quelli che provano a eccepire sono dei pavidi, irresponsabili, se non fiancheggiatori dei mostri. Così è stato quindici anni fa, in Afghanistan, quando il “mostro” da combattere erano i talebani. Più di trenta Paesi hanno combattuto questa guerra “giusta” e “necessaria”, che ha ridotto a «danni collaterali» le migliaia di civili uccisi o feriti nel conflitto. Ora, però, che i talebani si stanno scontrando con le milizie dello Stato islamico, cosa diciamo? Quale storia raccontiamo alla popolazione afgana vittima di quindici anni di guerra “giusta” e “necessaria”? Scusateci, abbiamo sbagliato, i mostri di ieri sono gli alleati di oggi… 

"Una cosa è incontestabile", ci ricordava Gino Strada, testimone autentico di impegno per la pace: "in tutti i teatri di guerra, alla fine a pagare il prezzo della guerra sono i civili. Le guerre sono sempre state dichiarate dai ricchi, dai potenti, e in molti hanno accresciuto il loro potere, ingrossato i loro conti in banca, grazie alle guerre. La guerra è anche questo: la cosa più classista che l’uomo abbia prodotto". Anche per questo va debellata. di