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N. 196 - marzo 2026
Voci a confronto

MEMORIA, CURA E PRATICHE ESPRESSIVE

 

Aprile ci invita a fermarci sul filo della memoria: non come esercizio commemorativo, ma come pratica viva che attraversa cura, comunità e formazione. In questo numero di CaosINFORMA mettiamo a confronto voci diverse — clinica, educativa, artistica e territoriale — per capire come trasformare esperienze espressive in percorsi di cura integrati e sostenibili.

Il quadro che ascoltiamo

La domanda di salute mentale è aumentata dopo la pandemia: più ansia, più fragilità, più richieste di interventi tempestivi e non esclusivamente farmacologici. Sul territorio la spinta al potenziamento dei servizi è reale, ma la transizione richiede tempo, risorse e coordinamento. Le criticità che emergono con maggiore urgenza sono tre: liste d’attesa e scarsa capillarità di risposta, mancanza di percorsi creativi integrati e povertà di spazi narrativi dove raccontare e rielaborare il dolore.

Voci in dialogo

Clinico

La pratica clinica segnala la necessità di percorsi che coniughino interventi specialistici e risposte a bassa soglia. L’arteterapia e le pratiche narrative non sono ornamento: sono strumenti che facilitano simbolizzazione, regolazione emotiva e accesso a percorsi terapeutici più profondi quando inseriti in protocolli valutativi e supervisione clinica.

Arteterapeuta

Il laboratorio è luogo di pratica e incontro: qui la memoria diventa gesto, immagine e racconto. I benefici osservati — riduzione dell’ansia, maggiore partecipazione sociale, ricostruzione di senso — nascono quando il lavoro creativo è pensato in continuità con la rete dei servizi e con la formazione degli operatori.

Operatore territoriale

Sul territorio servono strumenti concreti: cicli modulari, convenzioni operative con ASL, spazi accessibili nelle scuole, nei centri anziani e nei servizi domiciliari. Le pratiche espressive devono uscire dall’episodicità e diventare parte stabile dell’offerta territoriale.

Formazione e strumenti diagnostici

Per orientare interventi mirati è fondamentale la formazione. Segnaliamo il corso del Centro Studi e Formazione Caos sull’MMPI‑2 — “Come leggere gli stili di funzionamento per orientare il progetto educativo‑formativo””: un percorso operativo che unisce lettura psicometrica, progettazione educativa e metodologie espressive, pensato per tradurre profili diagnostici in interventi concreti e integrati.