N. 185 -
maggio 2011
Conversando
UN ANNO SENZA NICOLA: DA FERITA A FERITOIA
Nel primo anniversario della scomparsa di don Nicola Bari, l’omaggio alla sua figura si è trasformato in un momento collettivo di riflessione. L’assenza, che per mesi ha segnato il quotidiano di chi lo ha conosciuto, ha lasciato spazio alla testimonianza di ciò che resta: le tracce profonde di un’eredità morale e spirituale che continua a vivere.
L’incontro dedicato a lui ha ricostruito il suo percorso attraverso le voci di chi ha condiviso con lui un pezzo di strada. Da chi ha vissuto il cammino terapeutico di Comunità agli operatori, dagli amici ai collaboratori, le parole hanno restituito la ricchezza di un impegno in cui ascolto, fiducia, speranza, amicizia e amore sono stati i cardini di un dialogo mai interrotto.
La tecnologia ha amplificato il ricordo, facendo risuonare ancora la sua voce, in un’eco che ha attraversato la sala e i cuori. Ma al di là del suono, la sua presenza si è rivelata nel valore che ha trasmesso e che oggi si traduce nella capacità di guardare oltre le fragilità e i limiti.
Don Nicola non si è mai sottratto alla responsabilità del suo ruolo. Con un gesto, con una parola, ha trasformato ogni incontro in un’opportunità di rinascita. Il suo insegnamento non si è fermato alla teoria, ma ha trovato forza nella pratica, nel credere nell’altro al di là delle sue insicurezze. L’amore, che lui stesso aveva ricevuto e che ha saputo trasmettere, non ha ignorato le ferite, ma le ha trasformate in passaggi di luce, in “feritoie”, come ha ricordato don Flavio.
