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N. 177 - ottobre 2024
Approfondimenti

COME SI CURA?

Il soggetto ortoressico non riesce a prendere consapevolezza del suo problema, gli manca la percezione del suo disturbo.

Solitamente invece, la presa di coscienza è il primo passo per impegnarsi in maniera attiva nel trattamento. 

Curare l'ortoressia non è facile a causa del senso di superiorità che contraddistingue le persone che ne soffrono: essi, infatti, fanno delle loro convinzioni degli ideali di purezza interiore per cui non riconoscono nei loro comportamenti un problema. Per la cura è necessaria una diagnosi precoce. La famiglia, l'ambiente scolastico o gli amici potrebbero essere i primi a intervenire in maniera precoce, se riescono a riconoscere alcuni campanelli d'allarme come la perdita di peso, l'assenza di relazioni sociali, la preoccupazione alimentare.

Per curare l'ortoressia è fondamentale un approccio multidisciplinare: medico, psicologo, nutrizionista. Questo consente di tenere sotto controllo il quadro clinico, lavorare sulle emozioni e reintrodurre gli alimenti eliminati mettendo in luce i benefici reali del cibo sulla salute.

Attualmente avere uno stile di vita sano che ci permetta di raggiungere uno stato di salute ottimale risulta piuttosto difficile. Oggi gli scenari che la società ci mostra sono situazioni opposte ed estreme: da un lato il dilagare dell'obesità e delle malattie ad essa connesse, dall'altro l'atteggiamento ortoressico legato all'esigenza di acquisire esclusivamente salute.

È evidente che in nessuno dei due atteggiamenti vi è equilibrio: in entrambi i casi il cibo è un problema e perde il suo valore di strumento benefico.

Bisogna restituire all' alimentazione un valore positivo, quello delle emozioni, dei ricordi, della condivisione. È importante, altresì, recuperare quell'equilibrio che non c'è più. Il cibo non può e non deve essere un limite per nessuno, deve tornare ad emozionare.